Allestito nella dismessa stazione ferroviaria di Cividale, un’edificio storico del 1886, questo piccolo museo raccoglie cimeli, armi originali, uniformi e fotografie degli eserciti operativi sul fronte italiano durante il Primo Conflitto Mondiale.
Se vi state chiedendo cosa sono i Cjarsons è presto detto: sono un primo piatto della tradizione gastronomica carnica dal gusto mitteleuropeo. Dal sapore sorprendente, simili a ravioli, ma diversi sia nel ripieno che nella pasta…
Il Carnevale (PUST) è sempre stato una festa di origine pagana, un rito che simboleggia l’arrivo del nuovo anno, il passaggio dal freddo dell’inverno al fiorire della primavera. Pust, parola che nel dialetto sloveno locale significa “Scherzo” ed assume direttamente il significato di “Carnevale”.
Per molto tempo è stato conteso tra Friuli e Veneto, ma nel 2017 è stata riconosciuta alla nostra regione la paternità di uno dei dolci più noti al mondo: il Tiramisù.
Nel cuore di Cividale, affacciato su Piazza Duomo e Corso Mazzini, sorge un elegante edificio della seconda metà del quattrocento: Palazzo De Nordis. È un luogo simbolico per la città, per oltre duecento anni ha custodito la memoria storica e artistica del territorio.
La costruzione di una città romana inizia sempre tracciando il Cardo e il Decumano, le due vie principali della città che si incrociano in corrispondenza del foro. Corso Mazzini rappresenta il cardo della Cividale Romana.
Era il 1898 quando Pietro Domenis utilizzando un segreto e antico metodo produttivo, distilla diverse materie prime: vinacce bianche, vinacce rosse e frutta. La grappa realizzata ha particolari e superiori caratteristiche organolettiche che la differenziano da tutti gli altri distillati del periodo.
Di indubbia origine austriaca, questo piatto risale ai primi del ‘900 quando il territorio friulano era sotto il dominio austro-ungarico. Gli gnocchi di susine sono uno dei piatti che caratterizzano la tradizione culinaria del Friuli Venezia Giulia.
Nato per sfruttare al meglio le scarse riserve di latte durante i rigidi mesi dell’inverno, il Montasio veniva prodotto con tecniche di lavorazione delicate e precise tutt’ora utilizzate. I primi documenti che riportano le sue tracce sono i prezziari della città di San Daniele risalenti al 1775.
Questo borgo alpino, costellato da malghe e pascoli, è collocato tra i 1000 ed i 1400 m di altitudine. Si narra che questa comunità germanofona sia stata fondata da coloni giunti dall’Austria, che portarono con sè gli usi e costumi della terra d’origine.
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