Monastero delle Orsoline

Quando Cristina ed io abbiamo iniziato a farvi conoscere Cividale attraverso i nostri occhi, non ci saremmo aspettate che ritornassero vivi nella nostra memoria ricordi di quando eravamo bambine. Il Monastero delle Orsoline è il luogo di uno di questi ricordi, mia mamma mi accompagnava due pomeriggi a settimana per il catechismo, erano gli anni ‘80, e si vedevano le monache camminare nell’ampio porticato, che circonda il giardino, ritmato da piccoli archi a tutto sesto intervallati da esili colonnine circolari che sorreggono piccole volte a croce. L’atmosfera che si respirava era calma e pacifica e la ricca vegetazione del giardino, e del piccolo orticello sul Natisone, coloravano quel senso di contemplazione che si percepiva, di sfumature verdi in primavera, gialle e rosse in autunno.

Il Monastero di Santa Maria in Valle, che racchiude la Chiesa di San Giovanni e il Tempietto Longobardo, rappresenta uno dei più importanti nuclei urbani della Cividale Longobarda. Il complesso monastico costituisce un’importante testimonianza della storia e dell’evoluzione urbana della città, in particolare per quel che riguarda la zona denominata “Valle”, un avallamento che dal Duomo e dall’antico Palazzo Patriarcale (ora sede del Museo Archeologico), scende fino alle ripide sponde del Natisone. Nella zona di “Valle” era collocata in epoca altomedievale la “Gastaldaga Longobarda”, sede della corte regia nella città. Una destinazione che ben si coniuga con l’evoluzione monumentale dell’area, ove furono erette e si conservano la chiesa di San Giovanni e il Tempietto Longobardo.

Nell’ambito degli stessi possedimenti del re si colloca l’origine del Monastero, ma in principio esso occupava solo una parte della Gastaldaga, solo più tardi, tra la fine del IX secolo e l’inizio del X, venne concesso l’ampliamento del Monastero dovuto anche al trasferimento delle monache, dal Monastero di Salt, fondato da tre nobili longobardi e dalla loro madre Piltrude che ne fu la Badessa. Da qui la leggenda che fu Piltrude a fondare il Monastero di Cividale, in realtà le monache si portarono dietro da Salt, oltre che i loro beni, anche le spoglie della loro Badessa. La leggenda è sostenuta anche dal fatto che nel presbiterio del Tempietto, sulla parete settentrionale, si trovano due frammenti scultorei risalenti al VIII-IX secolo, le due lastre decorate con motivi naturalistici ed astratti, rappresentano la fronte e il coperchio della “Tomba di Piltrude”.

In epoca medievale la rilevanza del Monastero nel panorama delle istituzioni ecclesiastiche fu tale da diventare sempre più oggetto di privilegi e donazioni che contribuirono ad accrescerne il potere ed il prestigio. Tutto ciò favorì la crescita monumentale del Monastero che ebbe ampio sviluppo tra cinquecento e settecento, portando il complesso alla configurazione attuale, con gli edifici di culto e gli spazi monastici imperniati attorno al grande Chiostro.

Dopo un gran restauro nel 1812, il Monastero venne destinato a sede di una scuola pubblica per le giovani cividalesi, sotto la guida delle suore Benedettine.

Dal 1943 per dare supporto alle Benedettine, venne insediata una comunità di Orsoline che rimasero nel Monastero fino a pochi anni fa, quando divenne proprietà del Comune di Cividale. Nel periodo in cui vissero le Orsoline, gran parte dell’edificio non era accessibile, se non alle suore, in quanto zona di clausura. Gli spazi riservati alle Monache erano piccole celle articolate intorno ad ampi corridoi, lungo il braccio orientale e meridionale del chiostro, ai piani superiori del complesso. Ruolo centrale la Chiesa di San Giovanni, che risulta il fulcro di un complesso sistema di percorsi legati alla vita quotidiana delle Monache.

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