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	<title>Tutti gli articoli &#8211; B&amp;B Domus iulii</title>
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	<description>Bed and breakfast a Cividale del Friuli</description>
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	<title>Tutti gli articoli &#8211; B&amp;B Domus iulii</title>
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		<title>Bosco Romagno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DomusIulii]]></dc:creator>
		<pubdate>Thu, 30 Oct 2025 14:18:53 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[Il bosco romagno è storicamente conosciuto per un famoso fatto di sangue. Qui, quando ancora era una parte della macchia selvaggia, vennero portati dei partigiani osovani, prelevati da elementi delle Brigate Garibaldi. Interrogati, in seguito vennero giustiziati nei pressi del bosco e qui sotterrati. Una lapide ricorda la tragica circostanza. Il bosco è composto da una ricca vegetazione e fauna che conferiscono grande varietà di paesaggio. Una parte della superficie è invece costituita da prati. All’interno del bosco è possibile vedere caprioli, volpi, tassi, scoiattoli, ghiri e qualche raro esemplare di gatto selvatico. Nei corsi d’acqua molto puliti si può trovare il gambero di fiume. E’ presente anche un’area ricreativa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il bosco romagno &egrave; storicamente conosciuto per un famoso fatto di sangue. Qui, quando ancora era una parte della macchia selvaggia, vennero portati dei partigiani osovani, prelevati da elementi delle Brigate Garibaldi. Interrogati, in seguito vennero giustiziati nei pressi del bosco e qui sotterrati. Una lapide ricorda la tragica circostanza. Il bosco &egrave; composto da una ricca vegetazione e fauna&#8230;</p>
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		<title>Ristorante Al Monastero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DomusIulii]]></dc:creator>
		<pubdate>Sat, 15 Feb 2025 16:25:43 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Il ristorante Al Monastero nel cuore di Cividale del Friuli, era un importante punto di riferimento per i Cividalesi sotto la guida di Tilde, Tite e Dina quando agli inizi del &#8216;900 si chiamava ancora La Speranza. Luogo di giochi, il famoso cotecio, di burle e scherzi, di proverbiali bevute accanto al fogolar, ma soprattutto di famose cene tra cacciatori o tra gruppi di assidui avventori o di semplici amici. Al Monastero nasce nel 1990 per opera di Giuseppe Pavan, l&#8217;edificio di antico stampo è suddiviso in piccole salette calde ed accoglienti. All&#8217;ingresso un banco per la mescita, nel quale vengono proposti vini al bicchiere che provengono principalmente dall&#8217;azienda di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il ristorante Al Monastero nel cuore di Cividale del Friuli, era un importante punto di riferimento per i Cividalesi sotto la guida di Tilde, Tite e Dina quando agli inizi del &lsquo;900 si chiamava ancora La Speranza. Luogo di giochi, il famoso cotecio, di burle e scherzi, di proverbiali bevute accanto al fogolar, ma soprattutto di famose cene tra cacciatori o tra gruppi di assidui avventori o di&#8230;</p>
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		<title>Pignarul</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DomusIulii]]></dc:creator>
		<pubdate>Tue, 07 Jan 2025 15:00:52 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Pignarûl è un alto ammasso di legna e fieno che per tradizione viene acceso la sera del 5 o molto più frequentemente quella del 6 gennaio in alcune zone della nostra regione. La direzione che prende il fumo ha un significato particolare. Un antico proverbio friulano narra: se il fum al va a soreli a mont, cjape il sac e va pal mont; se il fum invezit al va de bande di soreli jevât, cjape il sac e va al marcjât. Così tradotto: se il fumo va a occidente, prendi il sacco e va per il mondo; se il fumo invece va a oriente, prendi il sacco e va [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Pignar&ucirc;l &egrave; un alto ammasso di legna e fieno che per tradizione viene acceso la sera del 5 o molto pi&ugrave; frequentemente quella del 6 gennaio in alcune zone della nostra regione. La direzione che prende il fumo ha un significato particolare. Un antico proverbio friulano narra: se il fum al va a soreli a mont, cjape il sac e va pal mont; se il fum invezit al va de bande di soreli jev&acirc;t&#8230;</p>
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		<title>Cascate Kot</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DomusIulii]]></dc:creator>
		<pubdate>Wed, 15 May 2024 18:50:32 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Le cascate Kot sono un piccolo gioiello naturalistico. E&#8217; un itinerario adatto a tutti a patto di prestare una minima attenzione al terreno particolarmente scivoloso. L&#8217;inizio si svolge su una larga pista che si inoltra subito all&#8217;interno del bosco di latifoglie, tenendosi sul bordo di destra orografica del Rio Patok e del suo affluente Pod Tamoran. Un tempo era l&#8217;acqua che correva senza interruzioni lungo l&#8217;arco dell&#8217;anno, a fornire l&#8217;energia per i mulini. Lungo questo torrente, a circa 150 metri dall&#8217;inizio del percorso, possiamo osservare, dall&#8217;altra parte del letto, le rovine ricoperte da muschio di un mulino ed è intuibile anche il solco dove passava la derivazione dell&#8217;acqua. Si prosegue [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le cascate Kot sono un piccolo gioiello naturalistico. E&rsquo; un itinerario adatto a tutti a patto di prestare una minima attenzione al terreno particolarmente scivoloso. L&rsquo;inizio si svolge su una larga pista che si inoltra subito all&rsquo;interno del bosco di latifoglie, tenendosi sul bordo di destra orografica del Rio Patok e del suo affluente Pod Tamoran. Un tempo era l&rsquo;acqua che correva senza&#8230;</p>
<p><a href="https://domusiulii.it/ja/cascate-kot" rel="nofollow">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Ipogeo Celtico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DomusIulii]]></dc:creator>
		<pubdate>Thu, 18 Apr 2024 15:29:11 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Ipogeo Celtico è un sito sotterraneo, interamente scavato nel banco roccioso lungo la sponda del fiume Natisone. Reso accessibile al pubblico fin dalla fine del XIX secolo dalla famiglia Bront, proprietaria del palazzo soprastante, ha sempre suscitato grande interesse, soprattutto in merito all&#8217;interpretazione della sua funzione. È costituito da tre camere sotterranee collegate tra loro. La principale, all&#8217;ingresso, consente l&#8217;accesso agli altri ambienti disposti su un livello più basso. Lungo le pareti vi sono tracce di nicchie, sedili, elementi di delimitazione che si riferiscono a vari momenti e differenti modalità d&#8217;uso dell&#8217;Ipogeo durante la sua lunga storia. Ad oggi, non vi è certezza sull&#8217;origine della struttura, ritenuta molto antica e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&rsquo;Ipogeo Celtico &egrave; un sito sotterraneo, interamente scavato nel banco roccioso lungo la sponda del fiume Natisone. Reso accessibile al pubblico fin dalla fine del XIX secolo dalla famiglia Bront, proprietaria del palazzo soprastante, ha sempre suscitato grande interesse, soprattutto in merito all&rsquo;interpretazione della sua funzione. &Egrave; costituito da tre camere sotterranee collegate tra loro.</p>
<p><a href="https://domusiulii.it/ja/ipogeo-celtico" rel="nofollow">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Carnevale Sappadino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DomusIulii]]></dc:creator>
		<pubdate>Mon, 05 Feb 2024 18:40:51 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Carnevale Sappadino rappresenta un intenso momento di tradizione, folklore, festa e divertimento. Il lungo &#8220;Tempo del Carnevale&#8221; è scandito nell&#8217;usanza locale da alcune giornate chiave: la &#8220;domenica dei poveri&#8221;, la &#8220;domenica dei contadini&#8221;, la &#8220;domenica dei signori&#8221;, il &#8220;lunedì grasso&#8221;, il &#8220;martedì grasso&#8221;. Durante queste giornate Sappada è teatro di allegre scorribande, il mascheramento è totale e per regola nessuno mai scopre il viso durante la festa, importante è anche la &#8220;parlata&#8221;, infatti la voce viene alterata grazie alla maschera di legno che copre il volto. È definito un Carnevale spontaneo, la cui ritualità è molto antica e si tramanda tra generazioni. Le maschere hanno molta libertà d&#8217;azione, pertanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Carnevale Sappadino rappresenta un intenso momento di tradizione, folklore, festa e divertimento. Il lungo &ldquo;Tempo del Carnevale&rdquo; &egrave; scandito nell&rsquo;usanza locale da alcune giornate chiave: la &ldquo;domenica dei poveri&rdquo;, la &ldquo;domenica dei contadini&rdquo;, la &ldquo;domenica dei signori&rdquo;, il &ldquo;luned&igrave; grasso&rdquo;, il &ldquo;marted&igrave; grasso&rdquo;. Durante queste giornate Sappada &egrave; teatro di allegre scorribande&#8230;</p>
<p><a href="https://domusiulii.it/ja/carnevale-sappadino" rel="nofollow">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>San Nicolò e i Krampus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DomusIulii]]></dc:creator>
		<pubdate>Wed, 06 Dec 2023 09:31:52 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Da tempo immemore, nel cuore delle vallate del tarvisiano, e in regioni confinanti come la Carinzia, la Baviera, l&#8217; Alto Adige e la Slovenia, si celebra una festa unica e affascinante. Vestito da vescovo, San Nicolò, la sera del 5 dicembre, attraversa le case, affiancato dagli spaventosi Krampus, lodando i bambini buoni e ammonendo i birichini. Tutto inizia con l&#8217;interrogatorio dei bambini da parte di San Nicolò. Con la sua folta barba bianca, valuta chi si è comportato bene durante l&#8217;anno. Ai bimbi virtuosi, regala dolci; a chi ha deluso, un brutto rimprovero e il carbone. San Nicolò è spesso assistito da angeli, ma deve anche calmare l&#8217;ira dei Krampus, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da tempo immemore, nel cuore delle vallate del tarvisiano, e in regioni confinanti come la Carinzia, la Baviera, l&rsquo; Alto Adige e la Slovenia, si celebra una festa unica e affascinante. Vestito da vescovo, San Nicol&ograve;, la sera del 5 dicembre, attraversa le case, affiancato dagli spaventosi Krampus, lodando i bambini buoni e ammonendo i birichini. Tutto inizia con l&rsquo;interrogatorio dei bambini da&#8230;</p>
<p><a href="https://domusiulii.it/ja/san-nicolo-e-i-krampus" rel="nofollow">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Farie Geretti e Stretta della Giudaica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DomusIulii]]></dc:creator>
		<pubdate>Sat, 22 Apr 2023 15:25:02 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[La &#8220;Farie Geretti&#8221; è un piccolo gioiello storico: una bottega di fabbro, ultimo esempio di una ricca e lunga tradizione artigiana cividalese. Arte e maestria qui si tramandavano da generazione a generazione come avvenuto nel Novecento per gli Jacolutti, i Moschioni ed appunto i Geretti. Proprio dal padre Pietro, Antonio Geretti ereditò l&#8217;attività e imparò inizialmente l&#8217;arte di lavorare il metallo con creatività ed attenzione alla tradizione tecnica, per poi affinare le sue capacità frequentando la Scuola di Arti e Mestieri della Società Operaia di Mutuo Soccorso ed Istruzione di Cividale. Nella bottega del fabbro Geretti si lavoravano con estrema cura diversi prodotti, da quelli legati all&#8217;edilizia e all&#8217;abitare (cancelli, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La &ldquo;Farie Geretti&rdquo; &egrave; un piccolo gioiello storico: una bottega di fabbro, ultimo esempio di una ricca e lunga tradizione artigiana cividalese. Arte e maestria qui si tramandavano da generazione a generazione come avvenuto nel Novecento per gli Jacolutti, i Moschioni ed appunto i Geretti. Proprio dal padre Pietro, Antonio Geretti eredit&ograve; l&rsquo;attivit&agrave; e impar&ograve; inizialmente l&rsquo;arte di lavorare il metallo&#8230;</p>
<p><a href="https://domusiulii.it/ja/farie-geretti-e-stretta-della-giudaica" rel="nofollow">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il Baule del Diavolo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DomusIulii]]></dc:creator>
		<pubdate>Sun, 26 Feb 2023 18:14:44 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Tutti gli articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Baule del Diavolo, il mercatino delle cose vecchie e usate, si svolge a Cividale del Friuli (UD) ogni quarta Domenica del Mese. Si svolge ormai da diversi anni la quarta domenica di ogni mese dalle 08.00 alle 20.00 in piazza del Duomo, largo Boiani e piazza Foro G. Cesare, con una potenziale capienza di circa 120 banchi. Una zona è riservata esclusivamente ai bambini. Gli espositori presenti, provenienti anche da altre regioni italiane e dall&#8217;Austria, portano una grande varietà di prodotti, per cui questa manifestazione ha assunto via via una maggiore importanza e considerazione sia tra gli appassionati ed i collezionisti, che si presentano già nelle prime ore del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Baule del Diavolo, il mercatino delle cose vecchie e usate, si svolge a Cividale del Friuli (UD) ogni quarta Domenica del Mese. Si svolge ormai da diversi anni la quarta domenica di ogni mese dalle 08.00 alle 20.00 in piazza del Duomo, largo Boiani e piazza Foro G. Cesare, con una potenziale capienza di circa 120 banchi. Una zona &egrave; riservata esclusivamente ai bambini. Gli espositori presenti&#8230;</p>
<p><a href="https://domusiulii.it/ja/il-baule-del-diavolo" rel="nofollow">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Castelmonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DomusIulii]]></dc:creator>
		<pubdate>Tue, 07 Feb 2023 15:51:21 +0000</pubdate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
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					<description><![CDATA[Collocato sulla sommità di un&#8217;altura rocciosa, a 618 s.l.m., il santuario della Madonna di Castelmonte (Madone di Mont in friulano, Stara Gora &#8211; monte antico &#8211; in sloveno) è uno dei più antichi santuari mariani d&#8217;Italia. Le sue origini risalgono al primo millennio della nostra era, probabilmente verso la fine dell&#8217;epoca romana. Nel luogo in cui sorge il santuario, infatti, sono stati rinvenuti resti di una costruzione risalente a quell&#8217;epoca. Potrebbero essere appartenuti a un&#8217;abitazione o a una primitiva cappella. Il primo documento scritto in cui si trova nominato il santuario risale al 1175, mentre un elenco delle chiese del patriarcato di Aquileia del 1247 vede il santuario della Madonna [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collocato sulla sommit&agrave; di un&rsquo;altura rocciosa, a 618 s.l.m., il santuario della Madonna di Castelmonte (Madone di Mont in friulano, Stara Gora &ndash; monte antico &ndash; in sloveno) &egrave; uno dei pi&ugrave; antichi santuari mariani d&rsquo;Italia. Le sue origini risalgono al primo millennio della nostra era, probabilmente verso la fine dell&rsquo;epoca romana. Nel luogo in cui sorge il santuario, infatti&#8230;</p>
<p><a href="https://domusiulii.it/ja/castelmonte" rel="nofollow">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
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